SCA Scuola Cartapesta Artistica - Tecnica Cartapesta
MATERIALI ED ATTREZZATURE
Guanti di gomma
Carta da giornali (adatta per la cartapesta perchè assorbe meglio la colla)
Carta da pacchi di colore marrone, molto robusta (va tenuta a bagno più a lungo)
Carta gialla (o carta di Granturco) ottima per la cartapesta a strati, fa più spessore ed assorbe
Carta velina, in fogli molto leggeri fatta di cellulosa quasi pura ed è quindi ricca di appretto.
Bagnando con la colla, quella colorata, il colore si scioglie creando effetti unici sulle superfici che non necessitano così di essere ulteriormente dipinte. Serve anche a sigillare i bordi dell'oggetto per evitare un parziale distacco degli strati.
Carta vetrata per levigare l'oggetto dopo la gessatura
Pellicola trasparente da cucina per rivestire l'oggetto da riprodurre (Cartapesta Filippina)
Nastro adesivo gommato
Frullatore elettrico (per amalgamare la Papier Machè)
Bacinelle
Argilla
Colla vinilica
Colla in polvere da parati
Amido per la cartapesta Leccese
Mirette (strumenti terminanti con delle curve di filo di ferro (per togliere il materiale della modellazione)
Stecca (strumento per colpire l'argilla)
Forbici (a punta arrotondata) e cutter
Gesso in polvere (scagliola) per la realizzazione del calco
Gesso acrilico pronto, o gesso di Bologna, per dare una base uniforme ai manufatti in cartapesta
Olio di lino (per ammorbidire l'impasto Machè)
Olio di vasellina (usato per spennellare i calchi in gesso)
Colori ad olio,tempera, acrilici, acquerelli
Cementite e smalto sintetico bianco (per impermeabilizzare i calchi in gesso)
vernici finali, spray o a pennello (di solito si ricorre al flatting o vernice per barche)
Bitume antichizzante (colore ad olio a base di bitume, che si estende a piccole dosi con un panno sul manufatto finito e decorato. Lucidato con un panno morbido produce effetti molto gradevoli
Cera vergine d'api solida (usata a posto della vernice per rifinire un oggetto quandi si voglia
evitare l'effetto vetrificante della vernice finale)
SCULTURA ED IL CALCO IN GESSO
Fasi:
Preparazione della creta in pani con la consistenza e la morbidezza giusta per essere lavorati.
Si modella a mano, con l'argilla, la sagoma dell'oggetto.
La forma dell'argilla, la si sistema in un telaio di legno per precedere alla copertura in gesso si versa il primo strato di gesso abbastanza liquido e fluido in modo da penetrare bene in tutte le cavità.
Si continua a versare il gesso fino ad ottenere uno stampo a “Conchiglia “.
Durante l'indurimento, si liscia la superficie a vista col la spatola e si lascia riposare.
Si toglie l'originale in argilla agendo possibilmente solo con le mani per non danneggiare lo stampo.
Lo stampo si lascia asciugare sette giorni.
Si passa alla impermeabilizzazione dell'interno e del bordo esterno del modello, stendendo due mani di cementite( a distanza di tempo) e successivamente, una mano di smalto bianco.
Per la pittura dello stampo si deve usare un pennello piccolo.
Tale lavoro va fatto per non far attaccare la cartapesta e colla al calco( soprattutto per la Machè) in ogni caso prima di passare il primo strato di carta, il calco va spennellato con l'olio di vasellina.
LA CARTAPESTA FILIPPINA O ETNICA
E' una variante della cartapesta a strati (Papier Collè)
La cartapesta viene applicata direttamente intorno ad una forma.
Si può riprodurre qualsiasi tipo di vasellame, nonchè pupazzetti, mascherine, ciotole, vassoi, ecc.
Fasi:
Avvolgere gli oggetti da realizzare in cartapesta con la pellicola trasparente per alimenti per non far attaccare il primo strato di carta e colla. Ricoprire il pezzo con 4 – 5 strati di carta di giornale e colla.
Fare asciugare
La forma viene poi tagliata in due con un cutter e riunita con un adesivo di cartapesta
Si rifinisce con ulteriori strati di carta e colla per correggere le imperfezioni.
Fare asciugare e passare una mano di gesso acrilico o stucco .
Attendere che l'oggetto sia asciutto e decorare
Spennellare l'oggetto decorato con la vernice flatting.
RICERCA DELL'OGGETTO ED IL DISEGNO
Il punto di partenza e la base del nostro lavoro è l'oggetto da realizzare.
Scegliere l'oggetto è sicuramente uno dei momenti più creativi. La scelta deriva in gran parte dalla
preparazione di ognuno di noi nel settore artistico, ma è giusto comunque sperimentare il proprio
estro su qualsiasi modello.
Basta imparare a guardarsi intorno e si troverà sempre qualcosa che sembra fatta apposta per essere riprodotta. Ogni oggetto può rappresentare, per chi si cimenta per la prima volta, un ottimo approccio alla cartapesta.
Il primo passo tecnico, poi, per la realizzazione di un oggetto qualsiasi o di una maschera in cartapesta è la creazione del modello, ossia dell'originale tridimensionale del disegno di partenza.
Si deve quindi disegnare anzitutto il modello da realizzare; si devono indicare le dimensioni e la forma, che nel caso di una maschera da indossare avrà delle dimensioni ben precise.
Le proporzioni classiche sono:altezza della maschera 21 cm ( 7 cm tra mento e naso, 7 cm
tradizionali occhi e la fronte, larghezza 14 cm.).
CARTAPESTA COLLE'
La sovrapposizione di strati di carta e colla (vinilica o da parati) richiede generalmente l'essicazione in più tempi, ma è molto usata per la lavorazione delle maschere di carnevale ed oggetti artistici vari.
Fasi:
Strappare la carta di giornale a striscioline seguendo il senso della fibra ( la parte cioè che si strappa meglio.)
Preparare la colla vinilica o da parati in un recipiente mescolando bene.
Iniziare a stendere strati di carta di giornale e spalmarli bene di colla sovrapponendo almeno
cinque o sei strati. Gli strati vanno disposti trasversalmente gli uni agli altri per rendere
più solido il pezzo.
Lasciare asciugare ( 3 - 4 giorni) in ambiente secco ed arieggiato.
Togliere il manufatto dal calco; rifinirlo eventualmente con ulteriore carta di giornale e colla.
Asciugare e passare il gesso a stucco o acrilico.
CARTAPESTA MACHE'
Non ci sono regole rigide di tempi e metodi e non esiste una tecnica perfetta in assoluto.
Ognuno deve provare, sperimentare e con la propria esperienza sceglierà la soluzione preferita.
L'impasto di carta macerata e colla è il tipo di cartapesta più conosciuto.
Fasi:
La carta di giornali viene strappata seguendo il senso della fibra ( la direzione cioè verso cui la carta si strappa più facilmente).Fare dei pezzetti molto piccoli (2 o 3 cm. Quadrati).
Si fa macerare la carta in un secchio con l'acqua almeno per 48 ore. Si procede alla bollitura della carta macerata in una pentola (20 minuti circa), finchè le fibre della carta non sono completamente ammorbidite. Per ottenere un impasto molto fine, triturare con un frullatore e si lascia raffreddare bene. Si strizza il tutto e si aggiungono ( in proporzione) colla vinilica, colla in polvere da parati
e gesso in polvere, che migliora la consistenza dell'impasto. Si ottiene così, un impasto di consistenza simile a quello dell'argilla. Se vi sembra troppo molle potete aumentare la dose.
Aggiungere un cucchiaio o più di olio di lino per migliorare la lavorabilità della cartapesta.
Lavorare bene l'impasto ottenendo una palla morbida. La cartapesta viene poi spalmata e pressata nel calco ( spessore 3 millimetri), o modellato nell'oggetto da realizzare.(Non dimenticare di spennellare il calco con l'olio di vasellina.) Essiccato l'oggetto realizzato viene coperto di stucco e levigato con carta vetro.
La gessatura viene effettuata spalmando sull'oggetto un composto ottenuto mescolando gesso di Bologna a colla per carta da parati. La colla a secco deve essere pari al peso del gesso
(da determinarsi a seconda della parte da rivestire). La colla da diluita in acqua e lasciata riposare per circa un'ora. A parte si prepara il gesso filtrandolo con un colino. Si mescola colla e gesso. L'impasto viene esteso su tutta la superficie esterna della maschera o dell'oggetto. Il gesso può essere esteso più volte.
LA CARTAPESTA LECCESE
La cartapesta Leccese è legata soprattutto alla statuataria religiosa.
Tale cartapesta normalmente prevede che le teste e le mani delle statue siano in terracotta ed i panneggi in fogli di carta modellati bagnati e rifiniti a caldo, ossia scaldati fino ad essere leggermente bruciati e poi dipinti.
LA CARTAPESTA VENEZIANA
Ha inizio alla fine degli anni settanta in un piccolo laboratorio periferico di Venezia. Dove si è ripreso a fabbricare maschere professionali per il teatro.
Nel 1980, la Biennale Teatro, ripropone di nuovo il Carnevale tradizionale (quello settecentesco)
e fu un gran successo. A tutt'oggi vi sono più di 300 modelli di maschere diverse.
DECORAZIONE
La fase conclusiva è la decorazione dell'oggetto che si deve realizzare.
La decorazione non ha barriere per colori e tecniche ed è chiamata la fase della creazione dove si può operare senza limiti di fantasia.
Fasi:
La cartapesta grezza si spennella( eventualmete e più strati ) con uno stucco da legno o gesso acrilico, per pareggiare eventuali imperfezioni ricoprendo i piccoli pori creati da bolle d'aria.
Con la carta vetro molto fine, si liscia per bene l'oggetto insistendo sulle parti rilevate.
Si può spennellare l'oggetto con un fondo neutro, dipingendo la superficie con un'idropittura data in più mani successive. Se si tratta di una mascherina è consigliabile dipingere l'interno con pittura ad acqua. Per l'oggetto da decorare può essere usato anche il decoupage ed in tal caso si farà uso di forbici, pennelli, taglierino, rulli, spatole e spugne da utilizzare nella preparazione pittorica del supporto.
Anche le stoffe ( ritagli di seta, tele grezza, pizzi) possono diventare originali strumenti periferico decorare gli oggetti in cartapesta, sia come complemeto per realizzare pupazzi,mascherine,
marionette, ecc.
La decorazione può essere fatta anche con foglie d'oro, filigrane etc.
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